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DDL API-BAS Spa sarà approvato

  • Immagine del redattore: AISM Mathera
    AISM Mathera
  • 3 gen 2021
  • Tempo di lettura: 7 min

Aggiornamento: 18 apr 2021

La Regione Basilicata contro ogni forma di incostituzionalità continua nel suo tentativo di accorpamento dei due consorzi industriali.



PERICOLO DI ACCENTRAMENTO DI POTERI SULLA GESTIONE DEI CONSORZI INDUSTRIALI DELLE PROVINCIE DI MATERA E POTENZA COME ENNESSIMO ATTO DI CENTRALIZZAZIONE DELLE FACOLTA’ DECISIONALI IN UN GOVERNO REGIONALE LUCANO CHE NON HA MAI DATO PROVA DI CAPACITA’ MENAGERIALI E DI RESPONSABILITA’ NELLA GESTIONE DELLA COSA PUBBLICA.

Noti interessi dei poteri forti hanno sempre compromesso il fine ultimo della politica di perseguire lo sviluppo del territorio ed il benessere dei sui cittadini. La comunità materana e della Provincia tutta, si dissociano dal tentativo del Governo Regionale di farsi carico della conduzione delle aree industriali della nostra Provincia.

DIVENTA UN ATTO DOVUTO DEI SINDACI DELLA PROVINCIA DI MATERA COALIZZARSI PER FARE CARTELLO CONTRO LE PREPOTENZE DEL GOVERNO REGIONALE ED EVITARE L’ENNESIMO SCIPPO ISTITUZIONALE, DI SVILUPPO E CRESCITA AL NOSTRO TERRITORIO.

La Regione Basilicata ha avviato il processo di riforma dei Consorzi per lo Sviluppo Industriale, elaborando una proposta di legge che mette in liquidazione l’Ente consortile di Potenza e pone le basi per la costituzione di un Consorzio unico Regionale, senza tuttavia illustrare e condividere con le parti sociali, sindacati, comuni interessati ed alle Associazioni industriali il tempo necessario per presentare proprie proposte.


In merito alla legittimità della proposta di legge, sorgono forti dubbi di incostituzionalità riguardo alla scelta della natura giuridica della Spa e non di Ente Pubblico Economico. Appare evidente l’inequivocabile contrasto con la legge n. 317/91 secondo cui i soggetti giuridici gestori delle aree industriali siano enti pubblici economici. La natura giuridica della SPA è anche incompatibile con i compiti propri dei soggetti gestori, con particolare riferimento alla pianificazione urbanistica e ai poteri di esproprio, in funzione della titolarità delle funzioni in carico alla Regione Basilicata che diventa di fatto il committente e quindi con tutte le responsabilità di tipo patrimoniale che ne conseguono sui territori in cui insistono le aree industriali del nostro territorio provinciale, che potrebbe essere assimilato ad un vero proprio esproprio e presa in carico di tutti i terreni, capannoni ed altri beni delle aree industriali.


Le nostre aree industriali hanno bisogno che i centri decisionali siano vicini, veloci ed efficienti. L’ennesimo trasferimento di competenze in Regione, penalizzerebbe le nostre imprese; soprattutto alla luce dei compiti che deriverebbero al Consorzio a fronte della Zona Economica Speciale.

Il consorzio industriale di Potenza, come è noto, è caduto in una posizione debitoria talmente grave ed irreversibile a seguito del un pignoramento dei mesi scorsi, che si è resa indispensabile sua la messa in liquidazione. Il consorzio industriale di Matera, per contro, gode di ottima salute economica e finanziaria a dimostrazione di quanto sia stata efficace la gestione oculata delle risorse, con i ripagati sacrifici dei nostri industriali, che adesso corrono il rischio di essere sperperati per il risanamento dell’ASI di Potenza dovuto ad una cattiva gestione dello stesso.


La proposta dell’Assessore alle Attività Produttive Cupparo, consiste nella messa in liquidazione del Consorzio industriale di Potenza per creare una SPA a capitale pubblico con fondi Regionali con cui la Regione Basilicata ed il suo scellerato Governo vorrebbero gestire le ZES (Zone Economiche Speciali) e Zone Franche dell’intero territorio Regionale, comprese le nostre aree industriali e ZES del nostro territorio Provinciale di Matera.


Ma con quale presunzione e spregiudicatezza il nostro caro Assessore si permette di voler gestire le nostre aree industriali di Jesce, La Martella, Val Basento e Costa Jonica senza aver prima consultato le parti sociali, i cittadini dei comuni della Provincia interessati, i facenti parte del consorzio industriale di Matera stesso. È una presa di posizione che non condividiamo e ci dissociamo da ogni iniziativa che tolga libertà ed autonomia di azione del Consorzio Industriale di Matera che ha sempre dimostrato di avere grandi capacità gestionali e non ha certo necessità di una gestione sconsiderata a guida Regionale che ne condizionerebbe lo sviluppo a giudicare da quanto ha dimostrato di mettere in campo in termini di amministrazione degli enti pubblici.


I rischi per il territorio del Materano, qualora dovesse andare in porto questa sconsiderata proposta di legge Regionale, partono dalla impossibilità di poter scegliere le aziende che si propongono come interessate a scendere in campo in una delle nostre aree produttive industriali per via dei permessi che tali aziende dovranno chiedere al Governo Regionale, ancora prima di chiedere l’autorizzazione al Comune proprietario dell’area di insediamento. L’assurdità del Governo Regionale di promuovere aree cosi disomogenee anche e soprattutto dal punto di vista industriale, basti pensare che nel Potentino convivono aziende come FIAT ed ENI, per capire quanto siano differenti gli orientamenti di promozione e di sviluppo dal nostro territorio da quello potentino.


Ma la questione che temiamo senza mezze misure scaturisce dalla presenza nel comprensorio di Pisticci del più grande giacimento di Gas Metano d’Europa in attesa di sfruttamento. Il nostro fondato sospetto e proprio la volontà della Regione Basilicata di impossessarsi della gestione di un giacimento di tale portata, mettendo in atto l’inevitabile azione di condizionamento delle nostre scelte in termini occupazionali ed ambientali, come è già accaduto per lo sfruttamento del petrolio nel Potentino. Oltretutto i proventi delle tanto decantate Royalty del petrolio, qui a Matera non abbiamo mai visto nulla e non sappiano, tantomeno, che utilizzo abbiano fatto di quella montagna di denaro, anche per questo motivo, siamo fermamente contrai alla gestione Regionale di una fonte occupazionale e di denaro che potrebbe avere delle importanti ricadute su tutto il territorio della nostra provincia. Allertiamo le autorità competenti della possibilità di qualche colpo di mano a colpi di maggioranza politica, per far passare una proposta di legge sullo sfruttamento del sottosuolo Lucano, in concomitanza alla gestione del sottosuolo dell’intero territorio. Non sono nuovi e molto bravi nel prepararsi il terreno a manovre successive, come hanno già fatto con l’Art. 5 della LR N.12 del 20/03/2020 (Art. 5. Legge di riordino per lo sviluppo industriale 1. Al fine di adottare una disciplina organica finalizzata alla promozione dello sviluppo industriale, alla sostenibilità ambientale delle aree produttive regionali, alla semplificazione dei processi autorizzativi e all’attuazione di nuovi investimenti, anche nelle Zone Economiche Speciali, nelle aree di crisi complesse e non complesse, nonché nei siti di interesse nazionale e nelle zone franche doganali, nonché al fine di assicurare una razionale gestione regionale, compatibilmente con la preventiva risoluzione della situazione di squilibrio economico e finanziario del Consorzio Industriale della Provincia di Potenza, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale presenta una proposta di legge per il riordino del comparto, sentite le Organizzazioni datoriali.) a cui si sono si appoggiati illegittimamente per autorizzare, contro ogni volontà dello stesso Art. 5 della citata LR, a gestire direttamente dal punto di vista amministrativo, strutturale e finanziario le aree industriali dell’intero territorio Regionale, da cui scaturisce questa scellerata proposta del consorzio industriale unico Regionale, contravvenendo all’arazio della predetta legge del SOLO RIORDINO della promozione dello sviluppo industriale delle ZES, senza dare mandato per la gestione amministrativa e finanziaria (Vedi ART.3 Comma 1 lettera (d e ART.4 Comma 4 del DDL-Cupparo - Riordino Consorzi Industriali – Allegato: determinazione e riscossione dei corrispettivi dovuti dagli impianti di competenza o proprietà di questa fantomatica ASI denominata API-BAS-SPA) delle rispettive Zone Economiche Speciali dei corrispondenti Consorzi industriali divergendo da quanto affermato dallo stesso Art. 5, anche e soprattutto in merito alla PREVENTIVA RISOLUZIONE della situazione di squilibrio economico e finanziario del ASI di Potenza. È necessario vigilare su quanto fanno spesso in sordina senza mai chiedere l’assenso dei cittadini interessati, sono molto abili e scaltri in questo a prescindere dal colore politico.


Ci chiediamo a questo punto, ma quali sono i moventi e gli interessi di volere a tutti i costi acquisire la gestione delle aree industriali del Materano se non quello di mettere le mani sulle zone ZES, sul sistema intermodale di Ferrandina, l’alta capacità produttiva della TeconParco, la pista Mattei che non hanno mai voluto far sviluppare come aeroporto Regionale e continueranno a non farlo fino a quando non ci saranno altri interessi che nulla hanno a che fare con i nostri. Il territorio materano è stufo di fare da scialuppa di salvataggio ad una gestione clientelare e politicizzata della cosa pubblica di questa Regione e vuole dire basta alle direttive politiche o dei poteri forti per fare il grande passo di qualità e quindi orientarsi ad una politica per il territorio e per i cittadini.


La nostra proposta chiede con la fermezza che ci contraddistingue e senza compromessi, di mantenere la autonomia gestionale, amministrativa, strutturale, finanziaria, di proprietà e dei diritti reali delle nostre aree industriali e non permettere a nessuno di poterle gestire a suo piacimento per interessi di ogni genere che si allontanano dallo sviluppo del nostro territorio e dal benessere dei nostri cittadini. Pertanto gridiamo a gran voce di trovare la soluzione al dissesto finanziario del consorzio industriale di Potenza senza gravare sulla nostra economia e potenziali attività industriali. Ci batteremo affinché l’auspicata SPA che l’assessore Cupparo vorrebbe proporre sia orientata alla gestione del solo territorio a cui fa capo l’ormai fallito consorzio di Potenza e non certo all’intera Regione, evitando di scaricare gli eventuali disavanzi di bilancio, che inevitabilmente seguiranno al processo di liquidazione dello stesso consorzio, sulle casse della Regione evitando che gli stessi gravino sulla crescita del nostro territorio provinciale. Siamo convinti che sia giunto il momento di dare una svolta definitiva alle nostre politiche per uscire definitivamente dal concetto che la Regione Basilicata si debba identificare come ente padre e padrone di tutto il territorio, come se i cittadini di questa sciagurata Regione stiano solo per fare numero o ancora peggio da sfruttare ad ogni evenienza.


Inoltre è opportuno, nonché indispensabile per un efficace e proficuo sviluppo di tutto il territorio Lucano che il Governo Regionale si occupi esclusivamente di fissare le direttive di crescita e di sviluppo, come sancito dall’Art. 5 della LR N.12 del 20/03/2020 di ogni singolo territorio, lasciando ai singoli consorzi di svilupparsi nella maniera più opportuna senza imporre scelte o prese di posizioni che ostacolerebbero l’insediamento delle aziende che vorrebbero stabilirsi nei rispettivi territori ad economia speciale. È questo che vogliono, prima ancora di chiedere il consenso ad un comune per il suo insediamento, le aziende candidate dovrebbero ricevere l’assenso del Governo Regionale. È un’assurdità che non possiamo accettare per tutte quanto già evidenziato.


DAL DDL-CUPPARO APPROVATO IL GIORNO DI NATALE 2020 DALLA GIUNTA REGIONALE SI EVINCE QUANTO SIA DISTORTA L’INTERPRETAZIONE DELL’ART. 5 DELLA LR N.12 DEL 20/03/2020, COLLEGATO ALLE LEGGE DI STABILITA’ REGIONALE CHE AUTORIZZA ESCLUSIVAMENTE ALLA PROMOZIONE DELLO SVILUPPO INDUSTRIALE SENZA INTERFERIRE, COME PRECISATO NELLO STESSO DDL-CUPPARO ART.3 COMMA 1 LETTERA (D, IN CUI VIENE ESPRESSAMENTE INDICATA LA REALE FINALITA’ DI DETERMINARE E RISCUOTERE I CORRISPETTIVI DOVUTI DAI SOGGETTI INSEDIATI, SOSTITUENDOSI DI FATTO ALL’ECONOMIA REALE, INCASSANDO I PROVENTI CHE ATTUALMENTE SPETTANO AI CONSORZI, ANCHE ATTRAVERSO LA GESTIONE E MANUTENZIONE COME PREVISTO DALL’ART. 3 COMMA 1 LETTERA (A DEL DDL-CUPPARO DI TUTTE LE AREE INDUSTRIALI REGIONALI. (ZES, ZFD, SIN, AREA DI CRISI COMPLESSA E NON COMPLESSA). INOLTRE DALL’ART.7 COMMA 6, SI EVINCE INOLTRE IL POTENZIALE TRASFERIMENTO ALL’ API-BAS-SPA DI TUTTO IL PERSONALE DEL CONSORZIO INDUSTRIALE DI MATERA, COMPLETAMENTE SNATURATO DAL SUO OGETTO SOCIALE E DALLE SUE FUNZIONI E QUINDI IMPLICIDAMENTE LIQUIDATO, IN QUANTO PRIVATO DELLA GESTIONE ECONOMICA E FINANZIARIA DELLE ZONE INDUSTRIALI E DELLE RISCOSSIONI DAI SOGGETTI INSEDIATI NELLE SUE AREE DI COMPETENZA.

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